Bitcoin & l’umanità
Dalla libertà del codice alla libertà del denaro

Bitcoin accetta l’umanità con i suoi pregi e i suoi difetti.

Stallman sognò un codice libero facendo appello alla bontà dell’essere umano. Satoshi costruì un denaro libero assumendone l’egoismo. Questa è la linea che unisce l’etica hacker degli anni ’70 con la teoria dei giochi di Bitcoin: come si incanala l’ambizione individuale affinché, senza volerlo, vada a beneficio di tutti.

1983
Stallman annuncia
il Progetto GNU
1993
Manifesto
Cypherpunk
2008
Satoshi pubblica
il whitepaper di Bitcoin
21M
Tetto di monete
verificabile nel codice
01 / Blocco I · Le fondamenta

Richard Stallman e la cultura hacker

Tutta questa storia inizia con un uomo che si rifiutò di firmare un accordo di riservatezza. Per capire Bitcoin bisogna capire prima perché qualcuno ritenne che condividere il codice fosse una questione morale.

IL PERSONAGGIO

Richard Matthew Stallman (rms), nato a Manhattan il 16 marzo 1953. Fisico di Harvard, programmatore e la figura più iconoclasta dell’informatica moderna: il fondatore del movimento per il software libero.

IL LABORATORIO

Nel 1971 entra al Laboratorio di IA del MIT. Lì vive l’autentica cultura hacker originale: una comunità che condivideva liberamente il codice, modificava i sistemi per migliorarli e vedeva il software come un bene comune.

Perché conta per Bitcoin: l’idea che il codice sia della comunità — non di un’azienda — è il DNA che 35 anni dopo permetterà a un denaro digitale di non avere padroni. Senza questa cultura, Bitcoin non avrebbe avuto su cosa costruirsi.
02 / Blocco I · Le fondamenta

La crisi del software proprietario · nasce GNU

All’inizio degli anni ’80, le aziende iniziarono a privatizzare il software: contratti di riservatezza, divieto di condividere o studiare il codice. Per Stallman non fu un cambiamento commerciale, ma un tradimento della libertà. La sua risposta fondò un movimento.

1983
L’annuncio di GNU. Il 27 settembre annuncia il Progetto GNU: un sistema operativo completamente libero e compatibile con Unix. Motto: l’utente deve poter eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software.
1985
Il Manifesto GNU e la FSF. Pubblica il Manifesto GNU con le sue motivazioni etiche e fonda la Free Software Foundation per dare supporto legale e finanziario al movimento.
1989
Il copyleft e la GPL. Inventa il copyleft e implementa la Licenza Pubblica Generale (GPL): per legge, qualsiasi versione modificata di un programma libero rimarrà libera per sempre.
Il trucco del copyleft: è libertà che difende sé stessa. Invece di rinunciare al diritto d’autore, Stallman lo usa al contrario: ti obbliga a conservare la libertà che hai ricevuto. Bitcoin erediterà quest’idea — regole che si impongono per la loro stessa struttura, non per fiducia nella buona volontà.
03 / Blocco I · Le fondamenta

GNU/Linux: il sistema libero si completa

Stallman non si limitava a filosofeggiare: programmò pilastri fondamentali dell’ecosistema informatico. Mancava solo un pezzo, ed arrivò dalla Finlandia.

Emacs

L’editor di testo estensibile, una delle sue opere emblematiche.

GCC

Il compilatore essenziale per tradurre il codice in programmi eseguibili.

GDB

Il debugger con cui si scovano gli errori del codice.

Verso la fine degli anni ’80, GNU aveva quasi tutti i pezzi… tranne il nucleo (kernel), chiamato Hurd. Il rompicapo si completò nel 1991, quando lo studente finlandese Linus Torvalds creò il kernel Linux e lo rilasciò sotto la GPL di Stallman. Combinando gli strumenti di GNU con il kernel Linux nacque il sistema operativo che oggi chiamiamo correttamente GNU/Linux.

La prova del concetto: GNU/Linux dimostrò che migliaia di sconosciuti potevano costruire qualcosa di gigantesco e robusto senza un’azienda al comando. Quella stessa collaborazione decentralizzata è ciò che anni dopo terrà vivo il codice di Bitcoin.
04 / Blocco II · L’etica fatta codice

Le 4 libertà del software libero

Stallman definì libero un programma solo se rispetta quattro libertà essenziali. E, da bravo programmatore, il conteggio parte da 0: la libertà più basilare su cui si costruisce tutto il resto. Tocca ogni scheda per vedere perché è vitale e la sua famosa analogia culinaria.

Software proprietario, ovvero "privativo": se un programma viola una qualsiasi di queste libertà, Stallman usa un termine severo — privativo — perché priva l’utente della sua libertà.
05 / Blocco II · L’etica fatta codice

Software libero ≠ open source

Anche se suonano simili, Stallman si distanzia profondamente dal movimento "Open Source". La differenza non è tecnica: è di motivazione.

Movimento Argomento centrale Natura
Software libero Libertà, comunità e diritti umani. Condividere è un dovere etico. Questione morale
Open source Condividere il codice produce software migliore e più economico. Questione tecnica / commerciale

Nel corso della sua carriera Stallman ricevette il Grace Murray Hopper Award e la borsa della Fondazione MacArthur. Nel 2019 si dimise dalle sue cariche al MIT e alla FSF dopo forti controversie per dichiarazioni personali, anche se in seguito tornò nel consiglio della FSF per continuare a difendere la libertà digitale.

06 / Blocco III · Il ponte crittografico

I Cypherpunk: l’anello mancante

Tra Stallman e Satoshi manca un pezzo. Negli anni ’90, un gruppo di programmatori, matematici e crittografi portò l’idea del codice libero un passo oltre: trasformarlo in un’arma per difendere la privacy di fronte a Stati e banche.

«La privacy è necessaria per una società aperta nell’era elettronica… Noi, i Cypherpunk, scriviamo codice.» — Eric Hughes, A Cypherpunk's Manifesto (1993)

La loro tesi: il software libero non era solo una questione di diritti informatici, ma l’unico strumento per difendere la libertà individuale. Satoshi Nakamoto era (o era profondamente influenzato da) un cypherpunk, e per creare Bitcoin riutilizzò pezzi che quel movimento aveva già costruito:

Pezzo preesistente Autore Cosa ha dato a Bitcoin
Hashcash Adam Back Proof of Work (prova di lavoro): spendere calcolo per validare.
b-money Wei Dai Concetto di denaro digitale decentralizzato.
La staffetta: Stallman creò la filosofia e gli strumenti (il codice appartiene all’umanità) → i Cypherpunk la applicarono alla crittografia (difendere la privacy) → Satoshi la usò per creare il primo denaro libero dal controllo dei governi.
07 / Blocco IV · Satoshi e Bitcoin

Perché Bitcoin doveva essere software libero

Se Satoshi avesse chiuso o brevettato il codice, Bitcoin sarebbe morto in tre giorni. Ogni libertà di Stallman è, letteralmente, una condizione di funzionamento di Bitcoin.

LIBERTÀ 1

Trasparenza assoluta. Essendo open source, chiunque può verificarlo. Sai con il 100% di certezza che ci saranno solo 21 milioni di monete: il limite è in bella vista, senza alcuna postilla di una banca centrale.

LIBERTÀ 3

Nessuna gerarchia. Se la comunità non condivide la direzione del software, può copiare il codice e creare una versione nuova: un fork (come Bitcoin Cash). Nessuno è intrappolato.

LIBERTÀ 0

Resistenza alla censura. Chiunque, in qualsiasi luogo, può scaricare il software e far girare un nodo senza chiedere permesso ad alcun governo, azienda né allo stesso Satoshi.

La Libertà 1 (studiare il codice) non è uno slogan: è ciò che ti permette di verificare il tetto di 21 milioni. L’emissione di moneta si dimezza ogni 210.000 blocchi (gli halving) fino a esaurirsi. Chiunque può leggere questa funzione nel codice di Bitcoin Core:

GetBlockSubsidy() · adattato da Bitcoin Core (MIT License)

            
Leggi il codice, non fidarti della promessa: sommando tutte le ricompense che questa funzione arriva a emettere, il totale converge a ~20.999.999,98 BTC. Non occorre credere alla parola di nessuno: la scarsità è una proprietà verificabile del software libero. È la Libertà 1 trasformata in politica monetaria.
08 / Blocco IV · Satoshi e Bitcoin

Idealismo vs incentivi: la grande differenza

Bitcoin non esisterebbe senza la cultura del codice libero, ma c’è una divergenza filosofica affascinante tra i suoi due padri spirituali. È la differenza tra confidare in come dovremmo essere e progettare per come realmente siamo.

STALLMAN · l’idealista

  • Crede che dobbiamo condividere il codice per altruismo, morale e aiuto reciproco al prossimo.
  • Premessa vicina all’"uomo nuovo": liberati dalle corporation, coopereremo per il bene comune.
  • Il problema: su larga scala, sostenere un sistema solo con la buona volontà è fragile. La gente si stanca e compaiono gli scrocconi (free rider) che ne approfittano senza contribuire.

SATOSHI · il pragmatico

  • Non cercò di cambiare come siamo: accettò i nostri difetti — l’avidità, l’egoismo, la diffidenza — e progettò il sistema a partire da essi.
  • Conosceva la teoria dei giochi e la scuola austriaca di economia.
  • La mossa: invece di chiedere bontà, offre una ricompensa. «Se validi le transazioni e mantieni la rete onesta, ti pago con BTC nuovi.»
L’egoismo produce sicurezza: un miner può essere una persona avida a cui non importa di nessuno, ma per guadagnare denaro il sistema lo obbliga a giocare pulito. Se prova a imbrogliare, spreca elettricità invano e perde. Il suo stesso egoismo lo spinge a essere onesto.
09 / Blocco IV · Satoshi e Bitcoin

Capitalismo puro su codice comune

L’aspetto affascinante di Bitcoin è che è un ibrido: prende l’infrastruttura di un mondo e il motore dell’altro. Risolse il grande dilemma di Stallman — rendere il software libero autosostenibile su scala globale.

L’infrastruttura è "comunista"

  • Il codice è libero e non ha padroni.
  • Non c’è proprietà privata sul protocollo.
  • La rete appartiene a tutta l’umanità allo stesso modo.
  • Nessuno può appropriarsene.

Il motore è "capitalista"

  • Concorrenza feroce tra i miner.
  • Prezzi per pura domanda e offerta, senza una banca centrale che li manipoli.
  • Ogni individuo cerca il proprio tornaconto economico.
  • Mercato libero dentro un’infrastruttura comune.
La sintesi: Satoshi non fece appello alla morale dell’essere umano; incanalò la sua ambizione in modo costruttivo. L’infrastruttura comune sopravvive proprio perché il motore egoista ha incentivi a proteggerla.
10 / Blocco V · La macchina degli incentivi

L’equilibrio di Nash in Bitcoin

Per capire questo miracolo sociologico bisogna guardare alla progettazione dei meccanismi. Satoshi combinò crittografia e teoria dei giochi per creare un sistema in cui l’onestà è, matematicamente, la strategia più redditizia.

Un equilibrio di Nash si verifica quando nessun giocatore guadagna cambiando da solo la propria strategia, perché ci perderebbe. Satoshi ci riuscì allineando quattro gruppi con interessi potenzialmente opposti:

E se un attore decidesse di rompere l’equilibrio? Scegli chi tradisce
Seleziona un attore per vedere cosa accadrebbe
Cosa succede
Il punto chiave: ogni freccia di questo diagramma è un contrappeso. Nessun attore può dominare gli altri, e a ciascuno conviene che la rete funzioni bene. Il sistema sorveglia sé stesso.
11 / Blocco V · La macchina degli incentivi

I 4 attori della rete

Ogni gruppo persegue il proprio tornaconto egoistico. La genialità è che, così facendo, si controllano a vicenda e mantengono la rete onesta senza bisogno di un arbitro centrale.

Attore Il suo interesse egoistico Come il sistema lo allinea
Miner Massimizzare i guadagni accumulando BTC per pagare luce e attrezzature. Se alterano il registro, la fiducia crolla, il prezzo precipita e bruciano milioni per rubare qualcosa che ormai non vale nulla. L’onestà è la loro unica strategia redditizia.
Nodi Che nessuno invii loro BTC falsi né cambi le regole del loro denaro. Girano su un PC economico e sono i giudici: se un miner crea un blocco che viola le regole (p. es. inventare >21M), lo rifiutano. Difendendo i loro risparmi, frenano l’ambizione dei miner.
Sviluppatori Prestigio, ideologia o vedere salire il valore dei propri BTC. Scrivono gli aggiornamenti ma non possono imporli. Se una modifica danneggia la comunità, nessuno la scarica. Devono proporre miglioramenti che vadano a beneficio di tutti.
Investitori Tutelare il proprio potere d’acquisto e trasferire valore liberamente. Comprando e usando BTC danno valore alla moneta; quel valore finanzia la sicurezza fornita dai miner. Più valore, più miner, più sicura la rete.

Il paradosso della cooperazione: un gioco a somma positiva

Qui si avvera la massima: ne traggo vantaggio io, ma il mio vantaggio si moltiplica se va a beneficio della comunità.

Azione individuale egoistica Impatto involontario sulla comunità
Un miner investe milioni in hardware più veloce per battere i suoi concorrenti. La potenza totale della rete sale → Bitcoin diventa più immune agli attacchi esterni.
Un utente fa HODL a lungo termine perché vuole arricchirsi. Riduce l’offerta disponibile → spinge il prezzo al rialzo → va a vantaggio del patrimonio di tutti i possessori.
Un’azienda crea un gateway di pagamento veloce per incassare commissioni. Facilita l’adozione di massa → rafforza il valore della rete globale.
🔒 Il win-win assoluto: nel capitalismo tradizionale le regole sono sorvegliate da arbitri umani (governi, giudici) che possono corrompersi. In Bitcoin, l’arbitro è la matematica. Satoshi fece sì che l’avidità umana divorasse sé stessa: il modo più facile di soddisfare la tua ambizione è proteggere e servire la rete di tutti.
12 / Blocco V · La macchina degli incentivi

Simulatore: conviene imbrogliare?

Mettiti nei panni di un miner avido. Il tuo unico obiettivo è guadagnare denaro. Investi, mina, accumula… o prova ad attaccare la rete. Osserva cosa succede alla tua fortuna. È l’equilibrio di Nash dal vivo: scoprirai che l’onestà non è bontà, è la mossa che ti dà più denaro.

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★ / Lo scopo di questo articolo

Nessun uomo è un’isola

Al di là di Stallman, dei cypherpunk o di Satoshi, questo percorso ha un’unica tesi di fondo su chi siamo come specie.

«Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.» — John Donne, 1624

L’umanità non è arrivata lontano grazie alla forza dell’individuo isolato, ma grazie alla cooperazione: il linguaggio, la scienza, il commercio e il software libero sono tutte opere collettive. Nessuno costruisce una civiltà da solo. Questa è metà della verità.

L’altra metà è più scomoda. Il problema sorge quando quella cooperazione viene idealizzata — quando si dà per scontato che la gente collaborerà per pura bontà. È lì che il sogno diventa fragile:

L’IDEALISTA

Confida solo nella bontà e costruisce sistemi belli ma fragili: il primo scroccone egoista che arriva li squilibra. È il dilemma che Stallman lasciò aperto.

IL CINICO

Confida solo nell’egoismo e costruisce sistemi efficienti ma crudeli, che finiscono per divorare sé stessi. È la legge del più forte, senza una rete comune.

L’ideale non è nessuno dei due estremi: è l’equilibrio. Non negare l’egoismo umano né confidare ciecamente nella virtù, ma progettare le regole affinché cooperare sia ciò che più ci conviene. È ciò che Aristotele chiamò il giusto mezzo tra due vizi, e ciò che Satoshi programmò in Bitcoin ventiquattro secoli dopo: una struttura in cui l’interesse personale e il bene comune puntano, finalmente, nella stessa direzione.

La lezione: Bitcoin non funziona perché crede che siamo buoni, né perché accetta che siamo cattivi. Funziona perché ci accetta per come realmente siamo — con i nostri pregi e i nostri difetti — e ciononostante ci fa remare insieme. È, forse, il modo più onesto di intendere l’etica umana: non sognare angeli, ma costruire un mondo in cui alle persone reali convenga essere giuste.
∞ / Conoscenza libera

Fonti e licenze

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Citazione «Nessun uomo è un’isola» John Donne, 1624 Pubblico dominio
Citazione dal Manifesto Cypherpunk Eric Hughes, 1993 Citazione breve con attribuzione (diritto di citazione)
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Definizione delle 4 libertà Free Software Foundation Concetto parafrasato · GFDL / CC BY-ND (originale)
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